Attivo oltre 50 anni il Gruppo UFI, è oggi presente in tutte le maggiori specialità dell’automobilismo sportivo, F.1 compresa dove equipaggia 11 squadre.
La creatività e la professionalità delle piccole e medie imprese italiane sono solo alcune delle chiavi del successo del made in Italy a livello internazionale. Il mondo dei motori non fa eccezione. Un esempio tra i tanti possibili è quello del Gruppo UFI che oltre mezzo secolo è attivo come produttore di filtri motori e presente nelle maggiori specialità dell’automobilismo sportivo.
Nato nel 1971 con 50 dipendenti per creare un nuovo filtro a pannello più duttile e meno ingombrante dei filtri allora imperanti, il Gruppo UFI si avvale oggi della più innovativa ricerca e produzione di sistemi di filtraggio per l’automotive, a partire dai filtri per i motori della Formula 1 e delle consorelle Formula 2 e 3.
Cuore dell’azienda, dal 1999, è l’attività dell’Advanced Applications Division dove un complesso di ingegneri studiano e trovano, anche in tempi record, le soluzioni più adatte a risolvere tutti i problemi di filtraggio che possono incontrare le monoposto.
A Marcaria (provincia di Mantova) progettano, sviluppano e realizzano tecnologie di filtrazione dell’area motore termico e dei circuiti di raffreddamento del “powertrain” (componente ibrida e circuiti idraulici) adottate da 11 squadre di Formula 1, prima fra tutte la Ferrari che si appoggia a loro dal 1978. Oggi, con non certo malcelato orgoglio, anzi persino con parecchia enfasi, sottolineano come questo “en-plein” sia il “riconoscimento prestigioso per le tecnologie di filtrazione” fornite dal Gruppo UFI.
Un legame lungo 50 anni
Il legame tra UFI e la Formula 1 ha radici lontane nel tempo. In un giorno del 1977, due ingegneri della Ferrari, in cerca di un fornitore in grado di soddisfare i severi requisiti del 12 cilindri di F1 di Maranello, mentre percorrevano l’autostrada A22 del Brennero notarono su un capannone la scritta Universal Filters Italia e decisero di fermarsi. In quella allora piccola azienda di Nogarole Rocca, non lontana da Verona, ci fu il primo incontro tra UFI e la Ferrari.
I primi test si svolsero sulla pista di Fiorano, alla presenza di Enzo Ferrari: la tensione era palpabile, ma si dissipò quando Niki #Lauda, dopo aver percorso alcuni giri al volante della 312 T2, scese dalla monoposto e sentì esclamare, in dialetto modenese: «Bón, la màchina l’è prônta, al filter al tèn». Un momento storico per UFI, che entrava così nel mondo della Formula 1.

La prima vittoria
Il 16 Luglio 1978 è una data scolpita nella storia di UFI. A Brands Hatch si corre il Gran Premio di Gran Bretagna. Quell’anno, dopo il clamoroso divorzio da Niki Lauda, Maranello schiera Carlos Reutemann e la giovane speranza Gilles Villenueve. Nonostante nelle qualifiche Reutemann non vada oltre l’ottavo posto e Villeneuve si fermi al tredicesimo, il pilota argentino vince la gara con la 312 T3, risalendo posizioni su posizioni fino a superare Niki Lauda e la sua Brabham-Alfa Romeo. Per UFI è il primo di una serie di successi in Formula 1 arrivati fino ai giorni nostri.
Il 1979 è un anno di trionfi. Le Ferrari 312 T4 di Scheckter e Villeneuve sono imbattibili e conquistano il titolo mondiale Piloti con il driver sudafricano e quello Costruttori. Dietro questi risultati c’è per UFI un costante lavoro di sviluppo di tecnologie della filtrazione sempre più sofisticate, necessarie per far fronte ai picchi di pressione che caratterizzano i propulsori di quell’epoca.
Nel 1982 e nel 1983 la Ferrari ottiene ancora il Mondiale Costruttori, ma ogni gara rappresenta una sfida: ci sono piste, come quella di Barcellona, dove la grande quantità di polvere e detriti che entrano nelle prese d’aria delle monoposto richiedono soluzioni di filtrazione d’emergenza, escogitate la notte del sabato, per permettere alle Ferrari di concludere da vincitrici i gran premi.

La magia del titanio
Gli Anni Ottanta sono ricchi di soddisfazioni, ma pongono un’azienda come UFI di fronte a sfide tecniche impegnative: il design dei filtri avvitabili deve evolversi. Le dimensioni ed il peso sono fattori cruciali per le prestazioni delle monoposto. Verso la fine del decennio, il filtro classico, pur rinforzato per reggere alle alte pressioni dell’olio motore, soprattutto durante le staccate a fine rettilineo, mostra di aver raggiunto il suo limite tecnologico.
Così, nel 1990, UFI, sempre in collaborazione con Ferrari, sviluppa un nuovo filtro con struttura in titanio, lavorato con macchine utensili, e componenti interni alleggeriti, ottenendo una riduzione di peso pari al 50%. Un’innovazione fondamentale, perché ogni grammo risparmiato contribuisce a migliorare le prestazioni delle vetture. Gli Anni Novanta sono quelli dello sviluppo del business anche in altre competizioni come il campionato tedesco DTM, che vede nel 1993 lo storico trionfo dell’Alfa Romeo 155 V6 TI di Nicola Larini equipaggiata con filtri UFI. Nel frattempo, per Maranello arrivano gli anni della svolta, con il titolo Costruttori conquistato nuovamente nel 1999 e con il ciclo del dominio di Michael Schumacher, che durerà cinque anni.
Il 1999 è importante anche per UFI: la crescita del business e la continua necessità di soluzioni sempre più avanzate inducono l’azienda a creare una propria High Tech Division, oggi denominata Advanced Applications Division, in grado di fornire prodotti adatti per competizioni di tutti i generi, dalla 24 Ore di Le Mans alla Dakar.
Lo sviluppo tecnologico è inarrestabile: se il primo filtro adattato alla Formula 1 nel 1978 pesava circa 1 kg, oggi quello dell’olio, realizzato con fibre e materiali speciali, non va oltre i 62 grammi ed il portfolio di prodotti dell’azienda, per far fronte alle crescenti necessità delle vetture, si è ampliato con l’introduzione di media filtranti polimerici, resi possibili dagli sviluppi degli impianti con fibre speciali sintetiche per applicazioni, oltre che sul filtro del carburante, su quelli dell’olio e dell’aria.
Negli anni l’impegno di UFI nel motorsport si amplia: da un lato, in Formula 1, sostenendo le varie scuderie nei cambiamenti dei regolamenti e delle power unit (passate dal V10, al V8 e al V6 ibrido nel 2014), dall’altro, espandendo la propria presenza in altre categorie, come Formula 2, Formula 3, Indycar Series, Campionato Mondiale Endurance (WEC) e IMSA americana. Fino ad arrivare alla Dakar su mezzi pesanti, con la vittoria insieme a Iveco e FPT nelle ultime edizioni ed, in campo motociclistico, alla KTM e all’Aprilia in MotoGP, Moto2, Moto3.
La scelta e l’aggiornamento dei materiali sono per UFI costante e questo ha consentito di far fronte alle esigenze emerse con l’introduzione dei nuovi carburanti contenenti etanolo in percentuali crescenti (E10 ed E20). La qualità e l’affidabilità dei filtri hanno fatto sì che UFI fornisse filtri a 9 dei 10 team di Formula 1 nel 2024, 10 su 10 nel 2025 e 11 su 11 nel 2026, facendo in modo che sulla griglia di partenza di ogni gran premio non ci siano oggi mai meno di 110 dei suoi prodotti di filtrazione
Il Gruppo UFI
Il Gruppo UFI è un “system solution provider globale” attivo nei settori della filtrazione, della gestione termica e delle tecnologie dell’idrogeno verde. Con oltre 4.300 professionisti in 21 Paesi, 22 siti produttivi e 57 uffici commerciali, UFI serve i settori della mobilità, del motorsport, aerospaziale e navale, industriale ed energetico a livello mondiale. Le soluzioni proprietarie – dai media filtranti avanzati sviluppati in Formula UFI, ai sistemi di gestione termica per veicoli a combustione, elettrici e ibridi, fino alle membrane UFI MEA per l’idrogeno verde – guidano innovazione e sostenibilità.
Partner di riferimento per i principali costruttori di veicoli, mezzi pesanti (on-road e off-road) e agricoli, nonché di tutte le scuderie di Formula 1. UFI si occupa della manutenzione dei veicoli attraverso i marchi aftermarket UFI e Sofima. Il Gruppo detiene oltre 360 brevetti e reinveste il 5% del fatturato in Ricerca & Sviluppo, con l’80% dei nuovi progetti focalizzati sulle tecnologie verdi.
